Welfare aziendale 2021: risparmia sui premi di risultato

Welfare aziendale 2021: risparmia sui premi di risultato
Welfare aziendale 2021: le politiche di welfare non solo servono per migliorare il bilanciamento vita privata-vita lavorativa (work-life balance) ma anche per aumentare le opportunità lavorative delle aziende e quindi aumentare il fatturato.

Welfare Aziendale 2021: cos’è

Il welfare aziendale comprende tutte quelle erogazioni di beni e servizi da parte dell’azienda e che si rivolgono a tutti i dipendenti e collaboratori. Così rientrano nell’etichetta di welfare aziendale 2021 tutti quei progetti che vanno a migliorare sensibilmente la vita quotidiana e aumentano la soddisfazione generale del lavoratore.

Welfare Aziendale 2021: lo sviluppo in Italia

Nel panorama europeo il welfare aziendale è una pratica molto diffusa. Da moltissimi anni infatti i lavoratori in Europa vedono il loro reddito integrato con sistemi di welfare ben congeniati. L’Italia però risulta in questo campo essere il fanalino di coda dell’Europa. Infatti è solo grazie alle leggi di stabilità datate 2016, 2017 e 2018 che l’Italia è riuscita ad incentivare l’utilizzo di pratiche a sostegno dei dipendenti e delle loro famiglie.

Risparmia sui costi e migliora la produttività con il welfare aziendale 2021

Per il datore di lavoro erogare welfare ai propri dipendenti è sicuramente vantaggioso. Piuttosto che ricompensare i lavoratori con un premio di risultato, per il titolare è decisamente più conveniente erogare prestazioni di welfare aziendale.

Infatti, il principale vantaggio è la possibilità di dedurre tutte le erogazioni di welfare aziendale. In sostanza i costi sostenuti dalle aziende possono essere dedotti dall’imponibile del reddito di impresa (Ires) al contrario dei costi per i premi di risultato che risultano tassati esattamente come il reddito base del lavoratore.

Welfare aziendale 2021: perchè farlo

Le aziende italiane negli ultimi anni si sono rese conto di quanto veramente si può risparmiare con politiche di welfare realizzate ad hoc:

  1. Risparmio sulle spese con una defiscalizzazione degli importi di circa il 30%.
  2. Ritorno di immagine positiva basata su una svolta sostenibile dell’azienda.
  3. Clima aziendale più disteso e conseguente aumento della produttività e della soddisfazione dei dipendenti.
  4. Riduzione del turnover e fidelizzazione dei collaboratori che saranno più incentivati a fare meglio e a lavorare in team working.

Il welfare aziendale 2021 dal punto di vista del lavoratore

Allo stesso tempo per i lavoratori ci sono innumerevoli vantaggi. Il principale è che per i dipendenti i servizi di welfare ricevuti non sono considerabili come reddito da lavoratore dipendente. Essendo quindi solo un’integrazione alle entrate della persona, il welfare aziendale è totalmente detassato e quindi non cumula con l’imposta sul reddito delle persone fisiche, o meglio conosciuta come Irpef.

Regole fiscali per beneficiare del welfare aziendale 2021

Per le aziende è importante sapere tutte le regole e tutti i cavilli per accedere alle agevolazioni fiscali.

  1. I piani di welfare vengono detassati solo e soltanto se il datore di lavoro eroga i servizi di welfare a tutti i dipendenti o almeno ad una categoria omogena degli stessi. In casi in cui il titolare eroghi servizi di welfare solo ad alcuni lavoratori, l’azienda non godrà di alcun beneficio fiscale.
  2. Un altro cavillo è che l’erogazione dei piani di welfare è deducibile solo se il reddito del dipendente non è superiore a 80.000 euro.

Cosa rientra nel welfare aziendale 2021

Se sei un titolare e non sai quali benefit rientrano all’interno della categoria di welfare aziendale? Ecco una lista riassuntiva che sicuramente ti aiuterà a navigare l’ampio spettro di opzioni welfare:

  1. Hobby e tempo libero: parliamo in questo caso di viaggi, abbonamenti per palestre, musei, mostre, attività che rientrano nella cura del corpo come spa, trattamenti ecc.
  2. Voucher per acquisti vari: voucher per shopping, spese per generi alimentali o carburante ecc.
  3. Servizi sanitari: il titolare può fornire convenzioni con alcune strutture che erogano servizi specifici, voucher per visite di routine, o rimborso di spese per prestazioni sanitarie già affrontate dal dipendente.
  4. Aiuto assistenziale: parliamo adesso di servizi che l’azienda procura al dipendente ad esempio per la cura di un familiare non autosufficiente o voucher per servizi di baby-sitting.
  5. Aiuto alla pensione: in questo senso l’azienda fornisce la possibilità di integrare i contribuiti versati dal lavoratore nel suo personale fondo pensione con il conto welfare.
  6. Integrazione alle spese per la formazione del dipendente o dei familiari: contributi economici nel pagamento di asili nido, università, gite formative, corsi di formazioni, vacanze studio ecc.

Decreto Sostegni: fringe benefit raddoppiati per il welfare aziendale 2021

Lo scorso 6 maggio è avvenuta l’approvazione alla Camera dei Deputati del testo che legifera sulle misure e sugli sgravi fiscali riguardanti il welfare aziendale. Nello specifico l’approvazione è stata raggiunta con 375 sì, 0 contrari e solo 45 astenuti.

La Camera dei Deputati ha così esteso le misure previste per l’anno precedente (contenute nel decreto Agosto del 2020) anche tutto l’anno d’imposta 2021.

Nel dettaglio, la legge di conversione del decreto Sostegni ha disposto il raddoppio del tetto massimo di esenzione dei fringe benefit aziendali. Infatti, come lo scorso anno, invece di 258,23, il tetto massimo è di 516,46 euro.

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