Welfare aziendale 2021: cos’è e perchè è utile farlo

Welfare aziendale 2021: cos'è e perchè è utile farlo

Scopri il Welfare Aziendale 2021: Il mondo della vita aziendale e della retribuzione dei dipendenti sta attraversando un grande cambiamento.

Fino a qualche anno fa, si pensava alla vita lavorativa come una porzione “a sé stante” della nostra vita. Il tempo, l’evoluzione della società, delle tecnologie, delle infrastrutture, hanno sfumato sempre più i confini tra vita privata e vita lavorativa e hanno palesato gli effetti delle aziende sulla società, sull’ambiente e sui dipendenti.

E’ proprio da questo contesto che emerge il concetto di welfare aziendale, ovvero un nuovo sistema retributivo teso a migliorare la vita dei propri dipendenti e dei loro familiari e che, inoltre, permette all’azienda un risparmio del 30-40% delle spese lorde.

Essere un’azienda virtuosa, smart e sostenibile non è una moda, né un obbligo pesante e polveroso da adempiere, bensì un nuovo e redditizio modo di concepire la vita lavorativa.

Welfare aziendale 2021: gli obiettivi

Il welfare aziendale ha visto salire notevolmente il numero di adesioni e consensi nell’ultimo anno.

Le aziende hanno capito gli innumerevoli pregi che comporta fare del vero welfare:

  • Risparmio sui costi con una riduzione del 30% sul cuneo fiscale
  • Aumento significativo della produttività
  • Guadagno in immagine e sostenibilità
  • Ingresso in un ciclo virtuoso e vantaggioso in grado anche di attirare nuovi lavoratori. 

Si potrebbe dire che il welfare aziendale crea una situazione di win-win, dove cioè ne beneficiano sia il dipendente che gode del servizio e sia l’azienda che questo servizio lo mette a disposizione.

Disponendo di sistemi di welfare aziendale, l’azienda mira a creare benessere sul lavoro e a migliorare il clima aziendale: così facendo non solo trae vantaggio dai propri lavoratori (che grazie ai benefit saranno mediamente più felici, motivati, produttivi e collaborativi), ma potrà disporre anche notevoli vantaggi fiscali e di carattere economico.

Per erogare un bonus in denaro, l’azienda spenderebbe di più e la somma percepita dal dipendente sarebbe inferiore poiché gravata dalle tasse. Usufruendo del sistema di welfare aziendale e benefit l’azienda ha invece un esborso netto, il costo è deducibile ed esente da iva, oltre a generare e rafforzare partnership con altre aziende e i sindacati.  I dipendenti, inoltre, potranno disporre di un’entrata netta e di un maggiore potere d’acquisto.

Welfare Aziendale 2021: i tipi di benefit

I benefit non sono più solamente l’auto aziendale o il pc. Il welfare aziendale ha ampliato lo spettro ad una vasta gamma di servizi e prodotti. Va inoltre sottolineato e ribadito che questi benefit fanno parte di un sistema di bonus integrato alla retribuzione “standard”. Il lavoratore può usare questi benefit per acquistare i prodotti che preferisce o per usufruire di servizi di suo gradimento in aggiunta alla sua retribuzione.

Ecco come si dividono:

Fringe Benefit

Flexible Benefit

  • Tempo libero e cultura (ingressi a spettacoli, concerti, cinema, parchi a tema)
  • Iniziative a supporto del work-life balance
  • Sviluppo delle competenze e istruzione (corsi di lingua, corsi di formazione e crescita personale, coaching)
  • Salute (spese mediche e sanitarie per il dipendente e i suoi familiari, sport)

Esistono tanti altri servizi e benefici inclusi all’interno di un piano di welfare aziendale come trasporto pubblico; viaggi; sport e benessere; assistenza a familiari.

Nell’ultimo anno, contrassegnato dalla pandemia, il benefit più gettonato in un contesto di diffuso smart working è stato il buono acquisto. A seguire ci sono stati benefit di tipo medico e sanitario e a completare il podio i servizi di food delivery a domicilio.

Welfare aziendale 2021 e fringe benefit: un occhio al quadro normativo

Le normative che regolamentano i benefits sono gli articoli 51, 95 e 100 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) redatti il 15 giugno 2016 e approvati nella legge di bilancio 2016/17. Questo articolo prevede fondamentalmente due regole:

  • I benefits devono essere disponibili in modo omogeneo: erogati a tutti senza distinzioni
  • Se il datore di lavoro sceglie di erogare i benefits, lo deve fare a prescindere dalla retribuzione dei propri dipendenti

Il TUIR prevede che ci sia una soglia di esenzione pari a € 258,23. Se il bene o il servizio hanno un valore inferiore a questo importo, non sarà prevista alcuna tassazione. Se invece il bene o il servizio superano questa soglia, l’importo eccedente sarà sottoposto a tassazione sulla base delle aliquote IRPEF e concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

La soglia di questo importo ha fatto molto discutere: nell’agosto 2020, con il Decreto Agosto, il tetto massimo dell’importo è stato raddoppiato a € 516,46 per tutto il resto del 2020. Dal 12 gennaio 2021 il tetto è tornato ai canonici € 258,23, tuttavia questo è un tema in continua evoluzione.

Welfare aziendale 2021: fringe benefit 2021

Il 4 maggio 2021 è stato annunciato che uno dei provvedimenti previsti dalla legge di conversione del “decreto sostegni” coinvolgerà il tetto massimo dei fringe benefit 2021, che potrebbero quindi essere riportati ai € 516,46. Il testo della legge è tutt’ora in corso di approvazione, ma il disegno di legge lascia presagire che l’esenzione raddoppiata dei fringe benefit possa diventare realtà a breve.

Welfare aziendale 2021: il premio di risultato

Il premio di risultato (o welfare premiale) è una quota aggiuntiva di retribuzione destinata a quei dipendenti particolarmente meritevoli che incrementano produttività e risultati. Il dipendente riceverà questo bonus in busta paga e con una tassazione agevolata del 10% ma con alcune condizioni:

  • Il premio non deve superare i € 3.000 lordi
  • Il reddito da lavoro del dipendente non deve superare gli € 80.000 annui

Inoltre, è necessario disporre di un accordo territoriale o un accordo di 2° livello con le parti sindacali. Se vengono soddisfatte queste condizioni, il premio di risultato non concorre a formare reddito da lavoro.

Prima si è parlato di tassazione agevolata ma, grazie al welfare aziendale, c’è la possibilità che il premio di risultato non venga affatto tassato.
Il lavoratore può decidere che il premio di risultato
, invece di essere inserito in busta paga, venga integrato (totalmente o parzialmente) nella prestazione di welfare aziendale. Tuttavia, permangono i limiti sopracitati riguardanti l’entità monetaria del premio e l’elegibilità del dipendente a riceverlo.

È tuttavia possibile sforare questi limiti se le prestazioni di welfare riguardano la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa.
Qualora il premio fosse “convertito” in un servizio di welfare aziendale, l’importo sarà esente da tassazioni e da oneri contributivi, sia per il dipendente che per l’azienda.

Esiste inoltre una seconda forma di welfare aziendale denominata welfare premiale (o welfare puro) che “aggira” i limiti sopradescritti. Per accedere questa forma di welfare non è necessario stringere un accordo territoriale o sindacale di 2° livello, ma è sufficiente stipulare un regolamento aziendale interno. I benefit del welfare vengono erogati dall’azienda a tutti i dipendenti o a specifiche categorie di lavori al conseguimento di determinati obiettivi. Non ci sono limiti di importo e non rientra nel conteggio per l’ISEE.

Welfare aziendale 2021: i top players

Tra i principali player in Italia sull’erogazione di welfare ci sono l’incontrastato leader di mercato Edenred con i TICKET RESTAURANT™, YES!Ticket (focalizzata sui buoni pasto elettronici),  TBS (per gift card e buoni carburante) che ad aprile ha lanciato TBS PAYS, un rivoluzionario sistema di pagamento sicuro e certificato con Apple Pay, così da permettere il pagamento online tramite l’app e senza la creazione di account.

Un altro player importante è DAY con il progetto di welfare aziendale Up Day il cui credo è “più cura e attenzioni un’azienda ha per i suoi dipendenti, più i dipendenti avranno cura e attenzioni per l’azienda”. Infine sono nate anche realtà che accompagnano l’imprenditore nella scelta di un piano personalizzato, come Happily, che aggiunge alla declinazione di welfare aziendale gli aspetti di sostenibilità con il progetto BEEHAPPILY

Tante aziende italiane, anche PMI, stanno abbracciando questa filosofia, ponendo il welfare aziendale come base della propria HR policy, perché il personale è il vero asset dell’impresa.