Welfare aziendale come funziona per i datori di lavoro

Welfare aziendale come funziona per i datori di lavoro

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Il welfare aziendale è uno strumento molto utile per le aziende perché incrementa la produttività e migliora il benessere dei lavoratori. Ma nonostante ciò sono ancora molti i datori di lavoro che sono diffidenti e non erogano benefit welfare.

In questo articolo elencheremo tutti i vantaggi per le aziende e faremo un breve sommario di cos’è il welfare aziendale.

Contattaci se sei un titolare di un’impresa e sei interessato ad erogare un piano di welfare aziendale.

Il welfare aziendale come funziona

Il welfare aziendale comprende tutte quelle assegnazioni di servizi, prestazioni e beni erogati ai dipendenti dall’azienda. Ciò può avvenire principalmente in due casi:

  1. Se il datore di lavoro implementa per sua spontanea volontà piani di welfare mirati sulle esigenze dei propri dipendenti.
  2. Se il contratto CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di riferimento dei lavoratori obbliga l’azienda all’erogazione di welfare aziendale.

Welfare aziendale come funziona programmare un buon piano di welfare

Elargire servizi di welfare ai propri dipendenti significa migliorare sensibilmente la qualità della loro vita e ciò ha come conseguenza l’aumento della loro produttività, la loro fidelizzazione all’azienda e la riduzione del turnover.

Per avere questi risultati però bisogna che l’azienda tenga in considerazione alcuni accorgimenti. Il primo in assoluto è che il piano di welfare deve essere mirato sui bisogni peculiari dei dipendenti. Per questo motivo prima di erogare benefit l’azienda deve attentamente studiare e analizzare il personale (qualitativamente con questionari specifici e quantitativamente con dei tool che creino una demografica completa). In questa fase coinvolgere i sindacati potrebbe essere una buona idea.

Una volta identificati i benefit che più si confanno ai lavoratori, l’azienda deve scegliere il fornitore di welfare che più rispecchia le loro esigenze. Ci sono molte compagnie che erogano welfare, tra le più conosciute: Edenred, Up Day e Happily.

Welfare aziendale come funziona con i flexible benefit

Con la dicitura “flexible benefits” si intendono tutte le erogazioni di beni e servizi che vanno ad integrare il reddito base del dipendente e che lo aiutano nella sua vita privata. Per questo motivo rientrano a pieno titolo nel welfare aziendale.

Per quanto riguarda il trattamento fiscale dei flexible benefit, questi beneficiano di una fiscalità agevolata non essendo considerati come reddito da lavoro dipendente. Infatti dal 2016 su questi tipi di servizi non è previsto il pagamento di tasse, oneri fiscali o contributi.

Il numero crescente di adesioni ai piani di welfare è strettamente collegato ai precedentemente citati benefici fiscali regolati dagli articoli 51 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Viene definito così un risparmio per le aziende e una eliminazione delle imposte a carico dei dipendenti.

Un appunto invece va fatto sui fringe benefit. Questi, al contrario dei flexible benefit, hanno un tetto massimo di esenzione. Nel 2021 è stato riapprovato il raddoppio della soglia di esenzione che è passata da 258,23 Euro a 516,46 Euro.

Welfare aziendale come funziona e quali benefit esistono

Il welfare aziendale vuole migliorare il bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa del dipendente (work-life balance). Questo, come abbiamo già detto serve per migliorare il clima aziendale, l’immagine aziendale e infine la produttività.

Tra i molti benefit tra cui scegliere i più comuni sono:

  1. Buoni per lo shopping e acquisti vari;
  2. Buoni per la spesa e per i generi alimentari;
  3. Buoni per il rifornimento alle stazioni di servizio;
  4. Rimborso per l’assistenza sanitaria integrativa;
  5. Buoni per le attività del tempo libero: cinema, sport, cultura;
  6. Incentivi per la formazione;
  7. Rimborsi per asili nido;
  8. Rimborsi per libri scolastici o rette scolastiche.

 

Il datore di lavoro ha la possibilità di scegliere in autonomia oppure farsi aiutare dai sindacati. Ovviamente la scelta deve ricadere su benefit che realmente possano aiutare i dipendenti ad alleggerire il carico di lavoro quotidiano.

Welfare aziendale come funziona convertire i premi di risultato in welfare

Per datore di lavoro e titolare convertire i premi di risultato in welfare aziendale è conveniente perché entrambi possono fruire dei benefici fiscali già elencati. Inoltre, in caso il premio venga convertito in assistenza sanitaria integrativa o previdenza complementare la soglia di deducibilità è rispettivamente 3.615,20 Euro e 5.164,37 Euro.

Welfare aziendale come funziona adottare un piano di welfare

Elenchiamo adesso i vantaggi che derivano dall’adottare un piano di welfare ben congeniato.

  1. L’investimento da parte dell’azienda non viene ridotto dalle tasse. 200 Euro spesi per il welfare dei dipendenti sono quindi una spesa netta per l’azienda e corrispondono a 200 Euro di potere d’acquisto per il lavoratore.
  2. Troviamo inoltre un ingente risparmio sul costo del personale, infatti attraverso l’erogazione di welfare si riduce sensibilmente l’assenteismo, il tasso di turnover e si migliora l’immagine aziendale che risulterà in un maggiore appeal per i talenti in cerca di lavoro. Questo è strettamente legato ad un miglioramento del clima aziendale e a una maggiore soddisfazione dei lavoratori sia per quanto riguarda la vita privata sia per quanto riguarda la vita lavorativa.
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