Fit for 55: il welfare per delle PMI più eco-friendly

Fit for 55: il welfare delle PMI più eco-friendly

In che modo l’economia dei paesi membri dell’UE possono realmente puntare ad un futuro più green e più equo? Attraverso l’implementazione delle proposte che l’Unione Europea ha riassunto nel documento chiamato Fit for 55.

Leggi di più per scoprire cos’è, come impatta l’Italia e come le PMI possono usare il welfare per ridurre il loro impatto ambientale e migliorare la vita dei loro lavoratori.

Fit for 55: in cosa consiste

Il 14 luglio la Commissione europea ha reso note le proposte per ridurre del 55% (rispetto al 1990) la carbon foot print dell’UE entro il 2030. Questo pacchetto si inserisce all’interno del percorso che vuole rendere l’Europa ad impatto climatico 0 per il 2050 come prevede il Green Deal Europeo presentato l’11 Dicembre del 2019 nella comunicazione (COM(2019)640).

Con il Fit for 55 si espongono gli strumenti legislativi che permetteranno ai paesi membri di trasformare la propria economia per renderla eco-friendly e socialmente equa.

Agire ora è importante perché il tempo a disposizione per invertire la rotta è poco. L’Europa ha quindi voluto chiarire i suoi valori mettendo al primo posto i cittadini e la loro qualità della vita che è strettamente collegata a quanto sono verdi le città, alla pulizia dell’aria e dell’acqua, alla qualità del lavoro svolto ecc.

Fit for 55: transizione ecologica

All’interno di questa proposta troviamo molti elementi e molte idee che permetteranno all’Europa di velocizzare la propria transizione ecologica.

Le proposte si declinano in diversi punti tutti estremamente strategici:

  1. Nuovi settori industriali e produttivi si vedranno applicato il sistema di scambio di quote sull’emissione di gas serra.
  2. Incentivi per aumentare l’uso di energie rinnovabili a discapito dei carburanti fossili e di altre energie non sostenibili
  3. Incrementare l’efficienza energetica dei paesi membri e ridurre gli sprechi.
  4. Favorire l’utilizzo di mezzi di trasporto e la creazione di infrastrutture a basso impatto ambientale che siano però anche comode e convenienti.
  5. Rendere tutti i paesi dell’UE in grado di allineare le proprie politiche al Green Deal europeo e farlo rispettare.
  6. Impedire la rilocalizzazione delle emissioni di gas serra al di fuori dell’Unione Europea così da controllare e monitorare il carbon foot print globale e non vanificare gli sforzi fatti.
  7. Preservazione dell’ambiente e degli eco-sistemi locali, soprattutto quelli in grado di assorbire grandi quantità di carbonio come ad esempio grandi foreste.

Fit for 55: transizione sociale

Implementare i suddetti punti avrà sicuramente un impatto positivo sull’ambiente sul lungo termine, ma queste politiche rischiano, sul breve termine, di avere conseguenze negative sulle piccole imprese, sui singoli e sulle famiglie europee.

L’Europa ha quindi non solo proposto modi per ridurre il carbon foot print dell’UE ma ha anche previsto che i costi della lotta al cambiamento climatico siano ripartiti equamente tra tutti i soggetti in gioco. Un esempio lampante è il “Fondo sociale per il clima”. Tale fondo ha l’obiettivo di stanziare finanziamenti per i cittadini che vogliono ridurre il loro impatto ambientale ma non hanno i mezzi per farlo. La sfida è infatti quella di rendere accessibile la transizione verde a tutti quanti.

Il Fondo sociale per il clima è sovvenzionato dall’Unione Europea che userà il 25% dei proventi che derivano dallo scambio delle quote di emissione menzionate in precedenza. In totale, considerando anche finanziamenti nazionali, si pensa che verranno mobilitati ben 144,4 miliardi di euro. Questa somma verrà investita in una transizione ecologica che deve essere prima di tutto anche equa

Fit for 55: il welfare per aiutare nella transizione ecologica e sociale

A parte questi sforzi collettivi, ognuno nel suo piccolo può fare la differenza nella lotta al cambiamento climatico. Per quanto riguarda le aziende, oltre a seguire le regole dell’UE e implementare cambiamenti ecosostenibili incentivati dagli ecobonus, possono usare il welfare aziendale per promuovere la sostenibilità e cambiare radicalmente le sorti del nostro pianeta.

Infatti molti piani di welfare aziendale hanno al loro interno soluzioni eco-friendly e green tra cui i titolari delle aziende possono scegliere. In più erogare welfare aziendale, soprattutto se sostenibile, migliorerà la qualità della vita dei lavoratori che saranno in generale più motivati e più produttivi.

Un esempio di piano di welfare aziendale basato sulla formazione e sull’implementazione di alternative sostenibili in azienda è Bee Happily. Vediamo nel dettaglio questa proposta.

Fit for 55: raggiungi i tuoi obiettivi ecosostenibili con il progetto Bee Happily

Bee Happily è un progetto di sostenibilità aziendale per le PMI. Si basa su un percorso di durata biennale volto al miglioramento della qualità della vita dei dipendenti, al miglioramento dell’immagine aziendale e soprattutto alla riduzione della carbon foot print dell’azienda stessa.

Il percorso prevede prima di tutto una formazione specifica sulla sostenibilità a 360°, quindi sia economica che ambientale che sociale. Successivamente il team di Bee Happily e l’azienda stessa decideranno degli obiettivi (conseguentemente delle azioni pragmatiche) che mirino a rendere più eco-friendly e più inclusivo l’ambiente di lavoro. I suddetti obiettivi vengono scelti tra i 17 goals dell’Agenda ONU 2030, cioè un altro piano di larga scala focalizzato a contrastare l’impatto dell’umanità sull’ambiente.

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